"Locvale storico nel centro di Parma, la proposta è la classica cucina tradizionale: salumi misti, tortelli di erbetta, zucca e castagna, carrello di arrosti e bolliti.
La qualità delle portate è buona, senza presentazione, come da trattoria d'altronde. Di ottima la pasta fatta in casa. Le porzioni sono abbondanti, difficile mangiare tutto dall'antipasto al dolce. Unica pecca la carta dei vini un po' misera e non di qualità per non elevare eccessivamente il conto finale. Spicca comunque la cordialità e la simpatia."
"Il locale è carino ed accogliente (il locale...) Il servizio è superficiale, poco interesse se un cliente a gradito o meno. La cucina viene definita nella descrizione "creativa" ma simile a qualla di una pizzeria di basso profilo. I piatti, a mio avviso, vanno "pensati" oltre che cucinati al meglio. Tra gli antipasti, il tris ti pesce marinato, nel tris era presente un salmone affumicato...un affumicato non ha bisogno di marinatura. Il riso venere abbondante ma unto e rpivo di sapore con su un gamberone ed uno scampo completamente da pulire con posate non adeguate alle portate. Gli spaghetti "pugno chiuso con pecorino" li ho battezzati "gli spaghetti del sabato" (quelli al pomodoro che si cucinano al sabato a pranzo quando si ha poco tempo) La carta dei vini è mediocre. Si cena con circa 35 euro a testa ma cosa serve avere la carta delle acque con bottiglie dai 2,20 euro ai 12 quando si usano le rondelle di limone per decorare i piatti?
Pessima proposta di ristorazione."