Jucatùre
Quattro uomini si ritrovano ogni sera attorno a un tavolo da gioco. Dovrebbero giocare a carte, ma le partite non iniziano mai. In compenso, tra battute, sogni e confessioni, rivelano tutto ciò che sono: amabili falliti, invisibili al mondo ma pieni di umanità.
C’è l'attore smemorato e ironico, il becchino balbuziente che trova conforto nei racconti di una prostituta ucraina, il barbiere che non è più tale ma non sa come dirlo, e il professore di matematica perseguitato dal ricordo del padre.
Insieme formano una combriccola tenera e surreale, legata da una malinconica e irresistibile comicità. In questo spazio sospeso tra realtà e fantasia, le loro parole diventano un modo per resistere, per sentirsi ancora vivi, per tentare – almeno per un istante – la rivincita sulla vita.
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